IN GIRO PER SALAMANCAQualche giorno fa, in uno scambio di commenti virtuali con
francescav , a proposito dell'albero di Natale della Plaza Mayor di Salamanca, che per il primo anno è artificiale, finalmente, però brutto come se fosse stato comprato ai saldi di ferragosto dell'Ikea, ho pensato che vale la pena di raccontare qualcosa della mia città adottiva.
Come si può vedere sulla cartina, qui siamo nel cuore della vecchia Castiglia, a 100 chilometri dal confine del Portogallo e a 230 da Madrid. Siamo lontani sia dal mare che dalle montagne vere e proprie, Salamanca si apre alla meseta, a 800 metri sul livello del mare. Il clima è abbastanza secco, sia in inverno che in estate, e ventilato. Sulle stagioni non saprei cosa dire, in teoria gli inverni dovrebbero essere rigidi e le estati calde, ma con il cambiamento climatico c'è spesso il caos e quest'anno stiamo soffrendo una severa siccità.

Il simbolo della città sono le sue due cattedrali, una romanica (a sinistra in basso nella foto si può riconoscere la sua cupola a squame di pesce) e l'altra gotica (tutto il resto della foto; è la penultima cattedrale gotica della Spagna), inglobate l'una nell'altra grazie ad uno sviluppo architettonico prodigioso. Sono autentiche cattedrali nel deserto, perché chi viene da Madrid percorre oltre duecento chilometri in mezzo a un brullo nulla e le vede spuntare all'improvviso, maestose, all'orizzonte.

Le cattedrali si affacciano sul ponte romano, costruito nel I secolo a.C. sul fiume Tormes e perfettamente conservato, come tanti altri monumenti risalenti all'epoca della dominazione romana, che no sempre fu ben tollerata nella Hispania, ma che dette all'Impero due Imperatori, Traiano ed Adriano, oltre a Teodosio poi, all'epoca della decadenza. Il ponte romano apre l'entrata alla città.

Se le cattedrali sono il simbolo della città, l'università ne è il cuore. Salamanca ha circa 180.000 abitanti ed è una città prettamente universitaria, l'università è l'industria più importante della città oltre al turismo. E' una delle migliori università della Spagna in quanto a numero ed importanza di facoltà; è la più antica (1218) ed è la più prestigiosa per impararvi lo spagnolo, giacché qui si preparano gli esami ufficiali di spagnolo come lingua straniera che poi si svolgono negli Istituti Cervantes di tutto il mondo. Dentro a questo edificio della foto, l'edificio antico, che fu terminato nella seconda metà del '400 dai re cattolici Ferdinando e Isabella, ci ho studiato, mi ci sono sposata, ci ho lavorato e ci lavora mio marito; insomma, è quasi una seconda casa.

La tradizione vuole che chi è capace di individuare la rana seduta su un teschio nell'intarsiatissima facciata di stile plateresco, finirà con successo gli studi e si sposerà felicemente. Io l'ho trovata, nonostante sia miope ;))
Il cuore della vita cittadina è la Plaza Mayor, di cui stiamo festeggiando i 250 anni.

Un altro degli edifici più imponenti della città è il convento di San Esteban, del potente ordine dei Domenicani. Fino a qui venne Cristoforo Colombo per chiedere il permesso per intraprendere il viaggio che lo avrebbe portato a scoprire l'America. La facoltà di teologia dell'università di Salamanca era l'unica autorità che poteva stabilire se fosse opportuno o meno realizzare tale impresa. Il convento contiene anche uno dei molti, meravigliosi chiostri della città. Di fronte a San Esteban c'è il convento de Las Dueñas, il cui chiostro è il mio preferito.

E oltre ai monumenti, alla cultura, all'arte e al sapere, Salamanca è buona gastronomia, vita notturna ai massimi livelli, terra di tori da corrida e tante altre cose. Una città viva e in evoluzione, ma ancora a misura d'uomo.